di Laura Madonna Indellicati

Giorgio De Chirico - L'oraQuando ci raggiungono smarrimento e consapevolezza perché incontriamo “spazi infiniti” e “reami” (Pascal) che ci ignorano, la risposta pacificatrice giunge dal Silenzio.

Penso alla pittura di De Chirico, alla desolazione dei suoi scorci su scenari urbani e all’isolamento dei suoi personaggi, sospesi tra sogno e realtà, in un’ intima, tragica, relazione col Tempo…

Nel dialogo con la dimensione più privilegiata del Silenzio, assenti le parole, in una tacita comunicazione in un dove in cui si rivela il nostro “esserci”, la soggettiva capacità percettiva ci consegna ad un linguaggio di grande spessore comunicativo. Emerge allora dagli abissi della coscienza “una luminosa quiete” (Giampiero Comolli) a testimoniare l’ Assoluto e a regalarci la serenità che deriva dal senso di appartenenza ad un’unica “famiglia” e, con questa, il lenimento del senso di impotenza e di solitudine che accompagnano gli inconsapevoli frequentatori di questa società. “Asceti metropolitani” alle prese con una ricerca che, se pur laica, porta il segno della religiosità.

Questa, in breve, la “lezione” delle giornate estive anghiaresi dell’Accademia del Silenzio. Giornate il cui significato mi accompagna a distanza di oltre un mese.

Alla luce di quest’esperienza, oggi sono più distante dall’inquietudine che comunicano i paesaggi mediterranei che mi circondano: il moto incessante delle onde, il vento che attraversa gli ulivi su uno sfondo pieno di contrasti, dove tutto è in perenne mutazione.

Oggi mi tiene compagnia un immaginario campo ricoperto da immacolata neve che, con silenziosa leggerezza, ha avvolto ogni forma e conciliato ogni diversità in un magico e soffice abbraccio unificatore. Nel silenzio di questo scenario c’è tutta la musicalità dell’ Armonia perché in assenza di rumore e nell’informità dei contorni abitano la pace del cuore e il sogno di un Silenzio che dia spazio all’ ascolto del “libro della Vita”… Il punto di arrivo di un pellegrinaggio ma, anche, un punto di partenza verso nuovi “reami” dove reincontrare sè stessi e gli altri.

Tutto questo non appartiene esclusivamente alla mera teoria ma, piuttosto, a un progetto educativo rivolto a tutti e in particolare ai giovani: attraverso la valorizzazione, l’ascolto del silenzio nelle sue molteplici realtà, la ricerca e l’approfondimento delle sue possibili declinazioni, ci si propone di valorizzare la qualità della vita e del tempo nelle diverse realtà cittadine, da osservare, silenziosamente, con una rinnovata disposizione all’essenziale…