Silenzio, si gira

Meditazioni in cammino come ‘anima’ dell’Accademia del Silenzio

di Giorgio Macario
(L’articolo si riferisce al seminario “Camminare in Val Sovara nelle ascesi della scrittura” di cui si parla in questa pagina).

Scrivere in solitudine nel silenzio dei sentieri.

Quattro ‘S’ che si intrecciano, sinuosamente, ci è stato detto.
Quattro ‘S’ che si sfiorano perché ciascuna ha una sua vita propria.
Quattro ‘S’ che sopravvivono alle asperità della vita.

Scrivere come atto vitale.
Solitudine come possibile scelta.
Silenzio come valorizzazione della parola che ha un senso.
Sentieri come percorsi noti, meno noti, sconosciuti.

Scrivere, e ancora scrivere, certo in solitudine, sicuramente in silenzio, su diversi sentieri.
Che sono però autobiografici. Questa la differenza.

Si avvia così un’esperienza intensa, tre giorni che si dilatano nel tempo, alla Scuola estiva dell’Accademia del Silenzio. Ultimi giorni di agosto, in una Anghiari molto calda, ma accogliente come sempre.
Cinque percorsi: dal silenzio delle parole alle pratiche di meditazione, dal film come sguardo raccontato in silenzio al comunicar tacendo, per arrivare infine alle ascesi della scrittura, nel seminario itinerante che, realizzato per la sesta volta a partire dal 2006, sembra avere tutti i titoli per incarnare il cuore stesso dell’Accademia.
Una Comunità Mnemocense che si è consolidata nel tempo, e che certamente riflette la dinamicità del progetto complessivo.
Una formula molto apprezzata, che vede una ampia autonomia dei singoli percorsi, ma consente, tutti insieme e verso sera, di ritrovarsi in un centinaio a conversare sul silenzio seguendo contributi e lezioni magistrali di rara suggestione: Paesaggi e Silenzi (Milani); Luoghi timidi e silenti (Ermentini); Soglie iniziatiche di silenzio (Anzani); Filmati che traducono il Silenzio (Mancino); Detonazioni silenziose (Raimondi) si succedono emozionanti e ben dosate.

Ma, come è chiaro dall’incipit, questa condivisione di impressioni ha uno sguardo ben preciso, che rimanda alle meditazioni in cammino.
Decine di spunti diversi e letture lungo i sentieri percorsi, che saranno più approfonditamente trattate in altra sede: sulla filosofia del viaggio e sulla meditazione mediterranea, oltre che sul tempo della memoria, il tempo del presente ed il tempo del possibile, per non citarne che alcune; con scritti letti da Demetrio, fra gli altri, di Maria Zambrano, di Rainer Maria Rilke, di Henry David Thoreau, di Adriana Zarri e della Comunità di Bose; con alcune letture fatte dal sottoscritto di specifici passaggi dei Fioretti di San Francesco scelti per la connessione alle quattro ‘S’ individuate in avvio ed estendibili nel loro significato simbolico).
Insomma, una ventina di ardimentosi, guidati silenziosamente ma con mano ferma e pensieri liberi per le vie di Anghiari; per i dintorni dei boschi, delle Pievi circostanti e dei Monti Rognosi; ma soprattutto nei meandri delle proprie interiorità silenziose.
Una ventina che, con un chiaro effetto contagio, diventano più di una quarantina, nell’uscita notturna al casello della vecchia ferrovia. Dove, circondati dal buio e da una volta stellare imprendibile da parte di un unico sguardo, i pensieri spaziano dalle intimità più profonde a condivisioni silenziose ed impalpabili. Nessuno fiata, molti si sostengono a vicenda, tutti scrivono.
Due giorni più tardi, diverse persone non riconosceranno lo stesso percorso che sarà ripetuto alla luce del giorno, a sottolineare lo spaesamento non comune provato.
Centinaia le scritture realizzate, nella convinzione riassunta nei pensieri conclusivi di Demetrio e che sono apparsi ampiamente acquisiti, che la scrittura aggiunge alla parola, e che d’altra parte, la scrittura produce e genera silenzio.
A tal punto che nel raccordo-incontro finale allargato, molti si sono offerti di fare da punto di riferimento nelle loro città per organizzare nuove iniziative per la diffusione del silenzio.
La scrittura, la solitudine, il silenzio ed i sentieri quindi, lungi dal chiudere al confronto, aprono alla condivisione.
Una bella notizia in un mondo sempre più pervaso da egoismi e autoreferenzialità.