Un laboratorio sul silenzio

Ci viene segnalata da un nostro lettore Juri Nervo un articolo in cui viene descritto un laboratorio da lui condotto sul silenzio. L’articolo pubblicato a febbraio 2011 su una rivista della Elledici edizioni è scaricabile in formato pdf.

Ne riportiamo qui l’incipit.

Un progetto per educare i bambini della scuola primaria a riscoprire i suoni e le voci sommerse; un percorso per sviluppare, conoscere e comunicare la propria autenticità.

Il Laboratorio sul silenzio è nato dalla volontà di ridare ai bambini il diritto di riappropriarsi delle voci sommerse e inascoltate del nostro mondo: il sussurro del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua e, non ultima, la capacità di fare «amicizia col silenzio» riconoscendone le sue utilità nella vita quotidiana. Focalizzando l’attenzione sulla natura, il silenzio indica e rivela una presenza discreta del mondo o dei bambini a sé stessi.

Concordo col prof. Gianfranco Zavalloni che, in linea con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, parla del diritto all’ozio, allo sporcarsi, agli odori, al dialogo, all’uso delle mani, a stili di vita selvaggi e all’assenza di rumore. Il silenzio è un diritto, una possibilità che se ci è data, ci aiuta a sviluppare, conoscere e comunicare la nostra autenticità. È nel silenzio che si danno i tempi comici e i tempi drammatici di un dialogo; il silenzio è un elemento del linguaggio della musica e dell’espressività fisica, si ritrova nella calma e nella rabbia, nello stupore e nell’indignazione, nella nostra emotività.

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