Recensione La piuma blu di Marco Ermentini

Recensione di Alida Airaghi.
Se Hemingway aveva scritto i suoi 49 racconti, energici e incisivi, l’architetto Marco Ermentini pubblica nella collana dell’Accademia del Silenzio questi delicati, appena sussurrati, 49 raccontini, in un elenco alfabetico che partendo da “Abbaino” arriva fino a “Zattera”. Descrizioni di luoghi, per lo più sottovalutati o ignorati o snobbati: perché poco appariscenti, discreti o fuori moda.
L’autore sta conducendo da anni una sua personale e ironica battaglia a favore di un’architettura non prevaricante, rispettosa dell’ambiente, “timida”. E in questo libretto rende omaggio agli aspetti gentili della vita quotidiana in cui siamo immersi, da segnalare all’attenzione e alla cura di tutti con una metaforica “piuma blu”; blu come le bandiere che indicano le spiagge pulite, blu come i cieli e i mari limpidi, ma con il tratto distintivo della gentilezza sinuosa di una piuma.
Ci sono in questo libriccino descrizioni di paesi (Anghiari, Bressanoro), di locali domestici o costruzioni varie (cantina, cesso, ufficio, chiostro, tetto, soffitto, fabbrica, pizzeria, palestra), di luoghi naturali (sentiero, grotta, cascata, chiari di bosco), di arredamenti interni ed esterni, di alberi e fiori: osservati con sguardo nuovo e rispettoso. Ma anche spunti riflessivi che invitano il lettore a un complice ascolto, ad una pausa di riflessione; applicandosi per esempio agli esercizi di astinenza raccomandati dagli stoici e dagli epicurei, che insegnavano la limitazione, la rinuncia, l’attesa: “dobbiamo imparare a muoverci leggeri per il mondo…la sperimentazione consiste in parte nel lasciare le cose come stanno”.
Apprezzando ciò che non si impone, e invece semplicemente propone, nella sua fragilità, un’offerta di solidale adesione alla bellezza dell’esistente: “Siamo sopraffatti dalla quantità, e non ci accorgiamo che sono le piccole e semplici cose le vere perle che possiamo pescare.”