Per una storia del silenzio

Martedì 23 ottobre 2012 alle ore 18,00 presso La Libreria Mursia – via Galvani, 24 – Milano presentazione del libro
PER UNA STORIA
DEL SILENZIO
di Sergio Cingolani (edizioni Mursia)
Interviene
Emanuela Mancino, docente di filosofia dell’educazione presso l’Università di Milano-Bicocca e cofondatrice dell’Accademia del Silenzio
Sarà presente l’Autore

Una riflessione sul silenzio, analizzato in tutti i suoi aspetti (fisici, naturali, storici, filosofici, nelle arti, nella storia, nelle religioni) da Sergio Cingolani, studioso di questo tema e professore di Acustica musicale e architettonica presso l’Università di Pavia.

In una serie di sintetici ma completi capitoli il saggio si sofferma su tutti i generi di silenzio: quello esteriore e quello interiore all’individuo immerso nel rumore che da sempre pervade l’universo o il silenzio religioso che favorisce il raccoglimento; elenca gli ambiti del silenzio nella storia (gli spazi per il culto, gli ambienti di corte, le biblioteche, le sale per la musica) sino a quelli presenti in natura (il deserto, la montagna, gli abissi marini); approfondisce i legami e le relazioni del silenzio con tutte le arti umanistiche: nella musica e nelle sue pause che la costituiscono insieme alle note, nella pittura e nella scultura capaci di congelare anche il sonoro come ha fatto Edvard Munch nel suo “L’urlo” e persino nel cinema attraverso celebri film come, a esempio, “Il silenzio” raccontato da Ingmar Bergman nel 1963.

Non manca un’analisi sulle correlazioni tra silenzio e lentezza, altro valore assente nella società moderna che, sottolinea Cingolani, «potrebbe condurre a una maggiore consapevolezza dell’azione, della cura che dovremmo badare a ogni parola e alle azioni svolte nel quotidiano, in modo da evitare soprusi e inutili sovrapposizioni di energie che il movimento inevitabilmente produce».

Infine la proposta del silenzio come una disciplina laica, perché conclude l’autore, «quando impareremo a convivere con i ritmi che la natura ci impone per necessità biologica, quando le sovrapposizioni culturali della società non tracimeranno per puro consumismo, generando rumore molesto, indesiderato e sovrabbondante, allora il principio di silenzio ci permetterà di concepire diversi atteggiamenti a sostegno della legge, come una regola media di vita, dalla semplice parsimonia delle parole espresse nel rapporto civile alle più elaborate teorie da affiancare al senso di privazione che le soluzioni militari hanno rappresentato nel tempo, perché con Gandhi si può dire che “il silenzio dilata lo spazio di tempo della nostra vita”».
Per informazioni: 02 67378530