Vita da pendolare

Maria Luisa Pozzi, nostra collaboratrice ci manda una restituzione degli incontri che si sono svolti a Milano in una libreria…

Vita da pendolare e tanta frecce rosse – come il sangue che versi per pagare il biglietto. Perché’ io abito a Bologna e il corso si teneva in una libreria milanese. Ma ne valeva la pena.
Chi erano i docenti?
Emanuela Mancino, Duccio Demetrio, Giampaolo Comolli, Stefano Raimondi, Marco Ermentini e Nicoletta Polla Mattiot. Che per un ora e mezza avrebbero presentato e ci avrebbero fatto lavorare sui vari aspetti del Silenzio. Anche se poi l’ora e mezza si è ristretta e ristretta – per via del quarto d’ora accademico e di alcuni milanesi in ritardo – ne valeva comunque la pena.
Emanuela ci ha parlato di sguardi e delle tante narrazioni create da occhi che si incontrano. Duccio, magico come al solito (un’amica di Anghiari lo chiama “il nostro Gandalf”), ci ha parlato di un sesto senso, la scrittura, che nasce nel silenzio e ci accompagna a ri-scoprire chi siamo stati, chi siamo e a progettare il nostri futuro. È dopo di lui Giampiero Comolli che ci ha guidato a un ascolto sempre più consapevole, da suoni lontani fino a cogliere il respiro di chi ci stava vicino. E ancora Stefano Raimondi, poeta, ci ha condotto a percepire la valenza tattile del silenzio. E Marco Ermentini ci ha accostato al silenzio dei luoghi. Ha chiuso gli incontri Nicoletta Polla Mattiot che si era accollata l’arduo compito di farci percepire l’aspetto olfattivo e gustativi del silenzio. E lo ha fatto parlando di zagare e di giochi di bimbi.
E a quel punto i pezzi del puzzle hanno trovato la loro collocazione.

Il 10 dicembre ci sarà un incontro conclusivo, sempre a Milano. Purtroppo non potrò andare.
Qualcuno andrà al posto mio e poi ci riferirà?
Credetemi, ne varrà certamente la pena.
Maria Luisa Pozzi